Tra il 2007 e il 2011, grazie al finanziamento del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e della Regione Sardegna, è stato eseguito il restauro dell’intero complesso statuario presso il Centro di Restauro e Conservazione di Li Punti a Sassari, sotto il coordinamento della Soprintendenza per i Beni Archeologici di Sassari e Nuoro. Nell’ambito del progetto culturale “Monti ’e Prama Prenda ’e Zenìa” (www.monteprama.it) si è così proceduto allo studio e al restauro dei numerosi frammenti recuperati, nel tentativo di ricomporre, anche se parzialmente, le statue.
Il lungo processo di studio, documentazione e restauro ha previsto in prima battuta la realizzazione di analisi diagnostiche per stabilire la composizione e la provenienza della pietra impiegata, lo stato di conservazione e le forme di degrado delle superfici. A ciò è seguita una puntuale documentazione di tipo fotografico, grafico e filmato. Tale attività, strettamente legata alle successive operazioni conservative e di restauro, ha consentito di ricostruire le tecniche di lavorazione e di individuare gli strumenti utilizzati dagli scalpellini nuragici. Si è potuto così dimostrare l’uso di manufatti in bronzo quali la subbia, scalpelli con lame di dimensioni diverse, uno strumento simile a un raschietto per levigare le superfici, punte per incidere le linee di dettaglio, il trapano, uno strumento simile al compasso per ottenere cerchi perfetti, e forse la gradina.
A tale fase è seguita la pulitura delle superfici dai depositi di terra e dai sottostanti strati carbonatati, sempre però nel rispetto delle superfici originarie e delle patine. Dopo specifici interventi di consolidamento, è iniziata una fase assai lunga e difficoltosa consistente nella ricerca degli attacchi tra i 5178 frammenti, nel tentativo di ricomporre le statue.
Tale lavoro di restauro ha consentito di individuare in tutto 28 statue maschili, di cui 16 pugilatori, 6 arcieri, 6 guerrieri; i modellini di nuraghe, in numero di 16, si riferiscono in 8 casi a monumenti monotorre, in 3 a quadrilobati, in 5 a polilobati.